Domenica 20 dicembre 2026 · Yule, Solstizio d'Inverno

La giornata
C'è una cosa che non hai mai detto a tua madre, e a questo punto non gliela dirai più.
Magari il rapporto è buono, magari vi sentite ogni giorno, eppure c'è un punto in cui ti fermi sempre. Oppure è finito da anni e continui a discuterci in macchina da sola.
Poi ci sono le cose che si vedono da fuori. Che quando qualcuno ti si avvicina davvero sei tu ad allontanarti per prima. Che non chiedi aiuto neanche crollando. Che ti prendi cura di tutti e ti irrigidisci se qualcuno prova a prendersi cura di te. Che senti tua figlia rispondere con la voce esatta con cui tua nonna rispondeva a tua madre.
Una madre può dare solo quello che ha ricevuto. Se in una linea di donne qualcuna è rimasta orfana, ha partorito nella guerra, ha perso un figlio, o ha cresciuto bambini mentre era ancora una bambina, quel vuoto viaggia. Arriva a te che non c'eri, e ti si presenta come una difficoltà ad amare che scambi per un tuo difetto.
E poi c'è il punto esatto in cui tutto questo ti è stato consegnato. Nove mesi dentro il corpo di una donna, e poi il passaggio. Quello che tua madre ha provato mentre eri lì dentro è passato a te prima che tu avessi parole per rifiutarlo. Se era in lutto, l'hai saputo. Se ti voleva disperatamente, o non ti voleva, o aspettava un maschio, o aveva paura, l'hai saputo. Se il parto è stato una violenza, il tuo corpo se lo ricorda ancora adesso, e reagisce come reagì allora ogni volta che un passaggio della vita gli somiglia.
Yule è la notte più lunga dell'anno. Il buio tocca il suo massimo e proprio lì dentro comincia a nascere la luce. È la festa del focolare, della nascita, delle storie raccontate al fuoco. È il giorno giusto per tornare alla tua.
Sulla madre. Il movimento interrotto verso la madre: come si forma e perché da adulti torna in ogni legame affettivo. Le lealtà femminili invisibili, e perché una figlia che sta meglio di sua madre spesso non riesce a goderne. Il mito familiare, cioè la storia che una famiglia racconta di sé, che nella quasi totalità dei sistemi passa di madre in figlia e stabilisce cosa in quella famiglia si può essere. Il doppio legame di Bateson.
Sull'impronta di nascita. Otto Rank e il trauma della nascita. Verny e Chamberlain sulla psicologia prenatale e perinatale: cosa registra un bambino nei nove mesi e in che modo. Il clima emotivo della gravidanza. Il parto come prima impronta di come affronti i passaggi, e cosa cambia tra chi è nato in fretta, chi è stato tirato fuori, chi ha aspettato troppo, chi è nato mentre qualcuno moriva.
Con fonti e riferimenti verificabili, come in tutte le mie giornate.

Il pre-lavoro, che ricevi prima. La linea delle madri su quattro generazioni: per ciascuna donna, l'età al primo parto, cosa aveva perso nei due anni precedenti, chi si prendeva cura di lei mentre lei si prendeva cura dei figli. E la scheda della tua nascita: se eri desiderata e da chi, cosa accadeva in famiglia durante quei nove mesi, come è andato il parto, chi ti ha dato il nome e perché quello. Anche non sapere è un dato, e spesso è il più importante.
Il blasone familiare. Disegni lo stemma della tua famiglia. Non serve saper disegnare: si lavora con simboli, colori e divisioni dello spazio, e quello che esce non passa dal ragionamento. Poi lo decodifichiamo insieme in cerchio. È lo strumento più rapido che conosca per far emergere il mito familiare, quello che i tuoi hanno raccontato di sé e che tu hai preso per vero.
La fiaba sistemica. La tecnica della giornata, e non si ripete in nessuna delle altre sette date. Scrivi la storia della tua famiglia come una fiaba: nessun nome proprio, nessun fatto, solo personaggi, prove, oggetti magici, maledizioni. Le difese cadono, perché da una fiaba non si difende nessuno. Poi la porti in cerchio e i rappresentanti entrano nei personaggi, non nelle persone: la strega, il re assente, la principessa nella torre, il bosco. Il campo si muove come si muove con i familiari veri, perché sono loro. Il momento della giornata arriva quando qualcuno riconosce chi è la strega della sua fiaba: quasi sempre è la donna del sistema a cui è stato tolto tutto, ed è la stessa a cui somiglia di più.
La costellazione della nascita. Per alcuni si passa al campo: nello spazio entrano la madre, il bambino che stava arrivando, e ciò che c'era nella stanza in quel momento. È il lavoro più silenzioso di tutta la giornata.
Il rito di Yule. Ognuno porta un pezzo di legno e ci scrive sopra due cose: ciò che nella linea delle donne si ferma con lei, e ciò che sceglie di tramandare. Il ceppo brucia in cerchio. Alla chiusura ciascuno accende la propria candela dalla stessa fiamma e la porta a casa, come si riaccendevano tutti i focolari del villaggio dalle braci di un unico fuoco.
L'autocostellazione da portare a casa. Il finale riscritto: la tua fiaba, riaperta dal punto in cui si è bloccata, per vedere cosa serve al personaggio che sei tu perché la storia possa proseguire. Carta e penna, quando vuoi e quante volte vuoi, nelle settimane tra Yule e Imbolc.
Esci con il tuo blasone decodificato, la linea delle madri su quattro generazioni, la scheda della tua nascita ricostruita, la fiaba della tua famiglia scritta di tuo pugno con il suo finale nuovo, e una pratica da rifare per due mesi. Che tu abbia costellato oppure no.
E c'è la collocazione. Questa giornata cade cinque giorni prima di Natale, cioè nella settimana in cui la famiglia d'origine torna fisicamente addosso a tutti. Non è un caso: è il motivo per cui l'ho messa qui. Ci arrivi con la fiaba appena scritta e il ceppo appena bruciato, e quel pranzo lo vivi diversamente.
Una nota di onestà. È la giornata più dura dell'anno per molte persone. Se il rapporto con tua madre è in una fase acuta, o se è mancata da poco, scrivimi prima di iscriverti e valutiamo insieme se questa è la data giusta.
Domenica 20 dicembre 2026, ore 10.00 / 18.00
SedeMagenta (Mi) Ti confermeremo la location esatta pochi giorni prima in base al numero effettivo di partecipanti
Cosa portare: un oggetto della tua linea materna, il pre-lavoro compilato, un pezzo di legno