Carl Gustav Jung


In una giornata di costellazioni normale lavora chi viene chiamato. Tutti gli altri assistono, e tornano a casa con una domenica intensa, ma spesso, nient'altro.
Qui la giornata ha tre livelli, e valgono per tutti i presenti.
1) La carta.
Ogni data ha il suo strumento psicogenealogico e lo pratichi sul tuo albero. A Samhain costruisci il tuo genosociogramma. A Imbolc ricostruisci cosa accadeva in famiglia nei nove mesi prima del tuo concepimento. A Mabon metti in colonna tutte le date della tua linea e guardi cosa si ripete e così via.
2) Il campo.
Nel pomeriggio si costella. Non tutti costellano il proprio tema e più avanti ti spiego perché. Ma il campo non distingue tra chi sta al centro e chi è seduto: chi rappresenta entra in un movimento con il corpo, chi osserva una costellazione sul lutto mentre ne porta uno sta già lavorando.
3) La pratica.
Esci con un'autocostellazione da fare a casa, costruita sul tema del giorno. È la parte che decide se dopo un mese sarà cambiato qualcosa, ed è la scelta di fondo del mio metodo: insegnarti a lavorare da sola/o, invece di renderti dipendente da un facilitatore per i prossimi mesi.
4) E poi c'è l'anno.
Le otto date scelte sono un unico disegno lungo il percorrere della ruota dei cicli stagionali e ogni passaggio lavora la parte di albero che gli appartiene. Questo perchè tutti costellano e nessuno considera l'importanza del flusso energetico presente in uql momento.
Antenati a Samhain, madre a Yule, non nati a Imbolc, padre a Ostara, segreti a Beltane, denaro a Litha, debito familiare a Lammas, corpo a Mabon.
Poi la ruota riparte.
Chi le attraversa tutte esce con la propria genealogia mappata su tre generazioni: nomi, date, lutti, mestieri, silenzi, perdite, conti aperti, potenziale.
Costellazioni, psicogenealogia e autocostellazioni insieme non si trovano da nessun'altra parte in Italia.
Separate funzionano a metà: l'albero senza il campo è ricerca d'archivio, il campo senza l'albero è un'emozione senza fatti e senza una pratica da fare a casa nessuno dei due arriva al lunedì dopo.

01. Il confine non è la famiglia
La famiglia è solo il punto di partenza. In cerchio si mette nello spazio anche il corpo e i suoi sintomi, il denaro, il lavoro, la nascita, la morte, un sogno che torna spesso, una decisione ferma da mesi, i piani ancestrali e spirituali che attraversano ogni persona. Se una cosa emerge nella tua vita, quella cosa si può rappresentare e costellare.
02. Puoi controllare tutto quello che dico
Il metodo che ho creato ha una bibliografia.
E no, non parlerò solo di ciò che ha spiegato Hellinger per le costellazioni familiari. Schützenberger per la psicogenealogia e la sindrome degli antenati, Moreno per lo psicodramma e l'inversione di ruolo, Satir per la scultura familiare, van der Kolk e Levine per il trauma nel corpo, Gabor Maté per le dipendenze, Otto Rank per l'impronta di nascita, Eliade per lo sciamanesimo, Jodorowsky per il rito simbolico ecc.
Ogni riferimento è verificabile.
Non ti chiederò mai di credere a qualcosa perché lo dico io.
03. Nessuna iniziazione, nessun lignaggio, nessuna maestro
Ho eliminato dalla mia offerta formativa tutti i corsi con iniziazioni energetiche e lignaggi canalizzati. Non discuto le esperienze di nessuno, ma quel modello crea persone che tornano a chiedere il permesso a qualcuno e a me interessa il contrario.
Da me non ricevi un'attivazione.
Impari a vedere e quello che impari resta tuo anche quando io non ci sono.
04. Le date le detta la terra con i suoi cicli, non io
Sei giornate collocate sui passaggi del ciclo naturale, ciascuna con un tema definito. È il modo in cui le culture ancestrali hanno organizzato per millenni il lavoro con i vivi e con i morti, riportato dentro un impianto sistemico contemporaneo.
05. Esci con una pratica in mano
Quello che decide se una giornata ti cambia la vita o te la ricordi soltanto, è cosa fai nei trenta giorni dopo. Per questo nessuno esce con la sola emozione: ricevi una pratica di autocostellazione tarata sul tema del giorno.
Il mio obiettivo dichiarato è che tu diventi capace di lavorare anche senza di me.
06. Vengo da un posto molto concreto
Ho passato anni come manager nel retail italiano, prima di occuparmi di questo. Ho una laurea in Scienze della Comunicazione, un master in Psicologia Olistica e sto completando una seconda laurea in Psicologia.
Sono arrivata qui nel 2021 con una domanda: quanto di quello che sto vivendo è veramente mio e quanto appartiene a chi è venuto prima di me. Cercavo una risposta pratica. Non l'ho trovata da nessuna parte e ho passato cinque anni a costruirla.

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione a taglio psicologico e sociologico, con un Master universitario e un master specialistico in Psicologia Olistica, Elena Ronzio è oggi iscritta alla facoltà di Psicologia per una seconda laurea.
Dopo anni in ruoli manageriali nel retail italiano, nel 2021 vive un risveglio spirituale che la porta a dedicarsi interamente alle discipline olistiche: dal Reiki e il T.E.I. con Gianluigi Costa, all'iniziazione al Karpay con la Curandera Peruviana Donna Laura Huaman e Massimo Romagnolo, fino al counseling sistemico e genealogico, dopo essersi diplomata come facilitatore presso un importante istituto di Milano e insegnanti dalla ventennale esperienza.
Ha approfondito gli insegnamenti dei principali riferimenti internazionali della psicoterapia sistemica — Jodorowsky, Hellinger, Nelles, Caillé, Shutzemberger, Abram e Torok, Nagy, Moreno, Maurizio Andolfi — costruendo però una visione propria, libera da dogmi: non si definisce né costellatrice né psicogenealogista.
Il suo metodo integra il lavoro sull'adultità e il qui e ora con una visione simbolica e archetipica profonda — tarocchi e oracoli come chiave interpretativa — e il culto degli antenati in prospettiva sciamanica e spirituale.
Oggi dirige l'Accademia Olistica dell'Anima (+13.000 studenti, +180.000 nella community), certificata FENOOP e IPHM, con percorsi realizzati anche in collaborazione con ANSI Faenza, ente accreditato dal MIM. È inoltre autrice per la prestigiosa casa editrice Anima Edizioni e creatrice di carte oracolo
Scopri chi sono e come sono arrivata qui:

Non è detto. E in molti casi non è nemmeno quello che ti serve quel giorno.
In una giornata si costellano quattro, cinque, a volte sei situazioni. Ma la ragione vera non è il tempo e voglio spiegartela per bene, perché riguarda il modo in cui questo lavoro funziona.
E' il campo che decide, non il turno:
In cerchio si lavora su quello che emerge. C'è chi arriva con una domanda urgentissima e a metà mattina si accorge che la sua domanda era un'altra. C'è chi era determinato a costellare e sente, ascoltando, che quel giorno il suo posto è la sedia. Quando si costella per rispettare una scaletta, il lavoro diventa una messa in scena e non serve a nessuno.
Essere rappresentante non è il posto di chi resta fuori:
Quando ti chiedo di rappresentare qualcuno nella costellazione di un altro, entri dentro un movimento con il tuo corpo. E quel movimento tocca sempre anche te. Succede di continuo: una persona rappresenta il nonno di una sconosciuta e sente nel petto una cosa che non aveva mai potuto dire. Il campo non assegna i ruoli per caso. Alcune delle trasformazioni più profonde che ho visto sono avvenute a persone che quel giorno stavano in piedi per qualcun altro.
Chi guarda sta lavorando:
La risonanza non distingue tra chi sta al centro e chi sta seduto in cerchio. Se assisti a una costellazione sul lutto e dentro di te c'è un lutto che non sei riuscita/o a piangere, in quel momento stai lavorando. In silenzio, senza esporti, con i tuoi tempi. Per molte persone questa è precisamente la modalità giusta la prima volta e lo dico con rispetto: c'è chi ha bisogno di guardare da una certa distanza prima di poter essere visto.
A volte la scelta corretta è non costellare, solo partecipare:
Se vedo che una persona sta attraversando un momento in cui aprire il suo sistema familiare farebbe più danno che beneficio, non lo apro. Anche se ha pagato la giornata. Anche se me lo chiede. Questo lavoro tocca materiale che non si può maneggiare con leggerezza e chi garantisce a tutti la propria costellazione sta facendo una promessa solo di vendita.
Cosa ti garantisco:
Quello che ti garantisco è un'altra cosa e vale per tutti quelli che entrano nei miei eventi. L'inquadramento teorico è per tutti, così come lo sono le pratiche di autocostellazione da portare a casa, così come le celebrazioni del relativo sabba. E il campo, in un cerchio condotto bene, non lascia fuori nessuno.
Vieni, se ti riconosci in almeno una di queste situazioni:
Non venire, se:

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