
Elena Ronzio
Sabato 31 ottobre 2026 · Onorare gli antenati

C'è un nome che in casa tua non si pronuncia. Una zia di cui nessuno parla, un bambino morto piccolo che nessuno ha mai nominato, un ramo con cui non ci si vede dal funerale, una morte raccontata sempre in modo vago.
Quello che una famiglia non dice non scompare. Scende nelle generazioni successive e diventa un segreto di famiglia.
E c'è una seconda cosa che scende, ancora meno visibile della prima. Ogni famiglia ha una parte di sé che ha deciso di non essere: chi ha scelto male, chi è stato violento, chi ha rubato, chi è impazzito, chi ha amato la persona sbagliata, chi ha voluto troppo.
Quella parte non viene eliminata. Viene messa in cantina e poi delegata a qualcuno: quel qualcuno potresti essere tu.
Di solito la riceve il più sensibile del sistema. Diventa la pecora nera, quello che sbaglia sempre, quello di cui si parla a bassa voce. Porta addosso l'ombra di tutti i tuoi antenati e la scambi per il tuo carattere.
Poi c'è la tua ombra personale, che è fatta della stessa sostanza. Quello di cui hai paura, quello che non ti perdoni. Quello che negli altri disprezzi con una violenza che ti sorprende. La rabbia che non ti concedi, il desiderio che giudichi, l'ambizione che ti sembra volgare. Quasi sempre è materiale che nella tua linea qualcuno non ha potuto vivere.
A Samhain il velo si assottiglia. È l'unica notte dell'anno in cui la tradizione non ti chiede di combattere ciò che sta nel buio, ma di aprirgli la porta e apparecchiargli un posto a tavola.
La ruota dell'anno si apre da qui, e si apre da ciò che è stato escluso e con le tue ombre.

Cosa imparerai:
L'Ombra secondo Jung: cosa accade a ciò che l'io rifiuta di riconoscere e come torna sotto forma di proiezione, di sintomo o di destino.
L'ombra familiare e la sua delega: perché un sistema ha bisogno di un portatore, e come si riconosce chi lo è.
La sindrome degli antenati, gli esclusi del sistema e la figura del capro espiatorio.
Le tipologie di lutto: normale, differito, inibito, cronico.
Il rovescio dell'ombra: nel materiale rimosso non ci sono solo le cose brutte. Ci sono la vitalità, il talento, la libertà e la rabbia sana che una famiglia non ha potuto permettersi, e che aspettano di essere reclamate da qualcuno.
La mappa dei silenzi. Cinque domande a cui rispondere per iscritto, senza censura, possibilmente dopo aver parlato con i parenti più anziani che hai.
Cosa non si diceva mai in casa tua. Se nel lignaggio c'è qualcuno rimosso o mai nominato, un bambino non nato, un gemello perso, una donna sparita. Se ci sono date che si ripetono in modo strano, morti, malattie, incidenti intorno alle stesse età. Se esiste una vergogna che si sa e non si dice. Se ti è mai capitato di sentire di vivere una vita che non è del tutto tua.
L'oggetto. Porti con te un oggetto che rappresenti un peso, un silenzio o un assente della tua linea.
Il genosociogramma. Costruisci il tuo albero su tre generazioni (fino ai tuoi nonni) con nomi, date, cause di morte e legami affettivi reali, non solo anagrafici. Poi segni chi manca: chi è stato cacciato, chi non si nomina, chi è morto giovane, chi è stato dimenticato.
La mappa dell'ombra familiare. Sullo stesso albero segni una seconda volta. Chi era la pecora nera e cosa gli è stato attribuito. Quali comportamenti erano impensabili in famiglia e cosa succedeva a chi li faceva. Cosa in te viene giudicato dai tuoi e da quanto tempo. Le tre cose che negli altri non sopporti, e a chi della tua linea somigliano. Cosa in famiglia nessuno si è mai concesso.
L'ultima domanda è quella che spiazza tutti, perché la risposta contiene di solito il talento che stai tenendo fermo.
Entrambi escono dalle tue mani e te li porti via. Il genosociogramma è il documento che, se tornerai, userai in tutte le giornate successive dell'anno.
Gli antenati e la linea. I morti che nessuno ha pianto. Gli esclusi, i cacciati, i dimenticati. Il capro espiatorio di famiglia. I suicidi e le morti violente taciute. Chi è morto lontano da casa. I lutti congelati che nessuno ha potuto elaborare.
Nel campo non entrano solo i membri della famiglia. Entrano le tue parti interiori, perché anche loro sono un sistema: hanno una gerarchia, un'appartenenza, un equilibrio, e si irretiscono tra loro come i familiari. Il riferimento sono le costellazioni strutturali, il lavoro sulle due sedie della Gestalt e i complessi autonomi di Jung.
La costellazione dell'Ombra
Si mettono nello spazio tre elementi: te, la parte che hai tenuto in cantina, e la persona della tua linea a cui quella parte somiglia.
Quasi sempre succede una cosa sola e chi la vede la prima volta non se la dimentica: la parte rifiutata non guarda te. Guarda l'antenato. Non era mai stata tua.
L'altare degli antenati. Si costruisce insieme all'apertura, con gli oggetti che ognuno ha portato. Resta acceso per tutta la giornata.
La pietra di Samhain. Ognuno scrive su una pietra una parola sola: il nome della parte che ha tenuto in cantina. Le pietre vengono affidate alla terra insieme, in cerchio, perché la terra è l'unica che non giudica niente.
La soglia di fuoco. Si attraversa uno per uno, in silenzio, tra due fuochi. Nelle campagne celtiche ci passavano le persone e gli animali per lasciare andare ciò che era finito. Entri con la tua ombra e ne esci con la tua ombra: non si attraversa per liberarsene, si attraversa per smettere di portarla di nascosto.
La costellazione dell'Ombra che hai visto fare in aula, portata ad un protocollo che puoi ripetere da sola/o con dei fogli sul pavimento, quando vuoi e quante volte vuoi, nelle settimane tra Samhain e Yule.
È il motivo per cui questo lavoro non finisce alle cinque del pomeriggio.
Il tuo genosociogramma su tre generazioni con gli esclusi segnati. La mappa della tua ombra familiare. Una pratica di autocostellazione da ripetere per due mesi. E, se il campo ti chiama, la tua costellazione.
Samhain apre la ruota. Chi parte da questa data arriva a tutte le giornate successive con il proprio albero già costruito e ogni sabba ne lavora una parte diversa. Chi entra più avanti nell'anno lo costruisce in autonomia con il materiale che invio, ma parte da un passo indietro.
Sabato 31 ottobre 2026, ore 10:00 / 18.00
Sede: Magenta (Mi) I dettagli sulla location saranno forniti qualche giorno prima dell'evento in base al numero effettivo di partecipanti
Quota: €99+iva anzichè €150+iva
Cosa portare: l'oggetto, il pre-lavoro compilato, tutte le date e i nomi di famiglia che sei riuscita a raccogliere
